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ORDINE MONASTICO

Nel mondo latino, nel periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano, l’aumento delle epidemie e la diffusione di malattie endemiche creò delle vere e proprie decimazioni nelle popolazioni europee.

Solo i centri religiosi affrontarono queste calamità con spirito caritatevole, utilizzando i metodi tradizionali di cura della medicina galenica attraverso l’uso delle piante officinali delle quali conservarono gelosamente negli archivi, le composizioni, gli studi e gli esperimenti effettuati.

La tradizione continuò e venne incrementata con l’istituzione dell’Hortus simplicium o Hortus medicus .
L’Hortus simplicium medicamentorum, il giardino dei medicamenti semplici, sorse presso i monasteri ed i conventi.

Molti monasteri si dedicarono alla coltivazione di piante che, opportunamente trattate, curavano corpi doloranti per malattie, ferite ed affezioni. Le piante coltivate erano usate per la composizione di medicamenti semplici, cioè realizzati con una sola pianta o composti, prodotti cioè da piante diverse combinate tra loro.

Il Monaco infirmarius era il depositario di questa conoscenza ed aveva il compito di accogliere gli ammalati ed i viandanti, curandoli con i preparati che venivano custoditi in un locale che potremmo chiamare oggi farmacia, cioè un piccolo laboratorio artigianale dove venivano realizzati i medicamenti di grande efficacia.

Nei monasteri venivano, inoltre, prodotti tisane, alcolati ed elisir ricchi di proprietà terapeutiche che venivano diffusi attraverso il passa parola nelle campagne e nelle città.

Il fatto che tutti questi prodotti fossero creati da monache e monaci, dava loro un carattere quasi sacro, in quanto oggetto di un imprimatur divino per le preghiere che accompagnavano la loro preparazione.

All’interno dei monasteri, in particolare quelli benedettini, vennero stilate opere naturalistiche e mediche, che descrivevano le modalità di coltivazione, le caratteristiche di ciascuna pianta, l’utilizzo sperimentato di ciascuna essenza e l’utilizzo di alcune piante composte insieme.

I monaci, avvalendosi delle fonti classiche, svolsero anche un’intensa attività di ricerca in campo farmaceutico, realizzando medicamenti di grande efficacia; produssero dei cataloghi ragionati di tutte le erbe coltivate ed utilizzate, chiamati Hortuli.
Gli Hortuli erano raccolte figurate in cui si descrivevano le caratteristiche e le virtù delle singole piante. In questo modo, la conoscenza della medicina e dell’impiego delle piante officinali si diffuse rapidamente tra gli stessi ordini monastici.

Si deve ad una monaca benedettina, Ildegarda di Bingen, la creazione di una cultura della medicina monastica naturale che si è tramandata nei secoli ; grazie alle sue visioni, essa realizzò, fra il 1150 ed il 1160, uno dei più importanti trattati di erboristeria e di storia naturale, il Liber semplici medicinae ed il Liber causae et curae ancora oggi oggetto di studio.

Alcune piante medicinali da lei individuate per il trattamento di alcune affezioni, sono largamente usate dalla farmaceutica industriale contemporanea oltre che dalla fitoterapia moderna.

Entro le mura dei monasteri si sono sviluppati e conservati l’amore e la cultura per la botanica, la farmacologia, la medicina.
L’intuizione dei monaci ed il loro continuo contatto Dio e con la natura li hanno messi in grado di riconoscere, lavorare ed utilizzare le piante medicinali con maestria e competenza.

La Comunità delle Monache del Cuore Immacolato appartiene a questa lunghissima tradizione benedettina che affonda le sue radici agli albori dell’anno 1000 dopo Cristo.

Le Monache si dedicano da tempo alla preparazione di prodotti interamente vegetali, realizzati con attenzione in ogni fase della loro preparazione: la raccolta delle piante al momento giusto ed all’ora giusta, il loro trattamento manuale, la cura nella trasformazione, l’amore ed il rispetto per ciò che la natura regala all’uomo ha consentito la realizzazione di prodotti unici nel loro genere.

Accanto alle preparazioni fitoterapeutiche, le Monache si dedicano anche alla cosmeceutica, alla produzione, cioè, di prodotti destinati alla cura della pelle, al suo mantenimento, alla sua depurazione mettendo a punto alcune linee di prodotti eudermici e filodermici.

“Nel Creato esistono tutti i rimedi per la nostra salute ed il nostro benessere. Occorre cercarli attentamente, come un tesoro nascosto nella ricchezza della natura”.
Suor Maria

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